eliṡìr (o elixìr o eliṡire) s. m. [dall’arabo al-iksīr «pietra filosofale, elisir», che è dal gr. ξηρίον «polvere secca»]. – Nome col quale gli antichi alchimisti chiamavano la sostanza (solida, in polvere o liquida) che avrebbe dovuto trasformare i metalli vili in oro; elis!r rappresenta una metafora di nutrimento e di raggiungimento di consapevolezza superiore che si propone come antidoto alla perdita del valore simbolico delle immagini. 


È un magazine cartaceo semestrale e indipendente, fondato nel 2026, intriso di esoterismo, dedicato al valore e del potere dell'immagine, della fruizione e del processo creativo attraverso un approccio multidisciplinare.

Ogni numero approfondisce un simbolo iconico parte della nostra esistenza, un elemento visivo e culturale, attraverso riferimenti storici e successive rappresentazioni e sviluppi contemporanei del tema. Il percorso si sviluppa attraverso articoli critici, interviste ad artisti poliedrici e visual essays di talenti emergenti.

Ogni numero approfondisce un simbolo iconico parte della nostra esistenza, un elemento visivo e culturale, attraverso riferimenti storici, successive rappresentazioni e sviluppi contemporanei del tema. Il percorso si sviluppa attraverso articoli critici, interviste ad artisti poliedrici e visual essays di talenti emergenti.

La selezione curatoriale è il cuore del progetto: scegliere chi includere, quali voci mettere in relazione, quali pratiche artistiche far dialogare con la riflessione teorica. Il magazine si configura come spazio espositivo alternativo, una mostra su carta. elis!r si rivolge a chi avverte il disincanto della cultura visiva contemporanea e vuole opporsi al consumo accelerato di immagini.